Sabato 3 aprile
Infantino racconta la storia vera di Vincenzo, cresciuto nella Palermo della mafia, tra carcere e rinascita. Nel 2013 incontra il teatro in carcere e, dopo il fine pena, diventa attore professionista. Una favola moderna tra memoria, realtà e finzione.
Diretto da: Gianfranco Pedullà
Con: Vincenzo Infantino e Astra Lanz
Musiche originali: Francesco Giorgi
Scene: Francesco Mancini
Collaborazione ai testi: Vincenzo Infantino
Collaborazione artistica: Astra Lanz
Collaborazione alla regia: Marco Natalucci
Produzione: Teatro popolare d'arte
Si ringrazia il Teatro Libero di Palermo
Il teatro in carcere ha trovato da molti anni un suo terreno di elezione. Dal 1992 il regista Gianfranco Pedullà frequenta le carceri italiane proponendo molti laboratori e produzioni teatrali. Anni densi di ricerche e sorprendenti incontri umani, che rappresentano per lui tappe della progressiva elaborazione di un teatro popolare d'arte.
Lo spettacolo INFANTINO — primo episodio del progetto IL TEATRO DELLA VITA, che intende restituire memoria ad alcuni di questi incontri — è dedicato alla storia di Vincenzo Infantino. Nato nei quartieri della mafia palermitana e adottato dai nonni, Infantino vive un'infanzia vivace e un'intensa adolescenza nel corso della quale incontra molte persone, alcune generose altre fuorvianti; crescendo si "specializza" nelle rapine in banca affrontando poi l'esperienza del carcere a Palermo.
Da giovane il nostro protagonista senza mai perdere la sua forte umanità attraversa la violenza della Sicilia degli anni Novanta segnata da tragici attentati come la morte di Don Pino Puglisi e di Paolo Borsellino con la sua scorta. Trasferitosi in Toscana, alterna periodi di lavoro a periodi di reclusione negli istituti di pena: ed è lì che incontra il teatro nel 2013 e, dopo dieci anni dal fine pena, prosegue la sua esperienza scenica fino a diventare attore professionista.
Lo spettacolo ha l'andamento di una favola moderna narrata dall'incontro artistico di Infantino con Arrotina, figura/guida nella sua crescita attraverso il teatro. Il racconto mostra i due attori impegnati a montare un teatrino e a rievocare il passato e il presente in un pirandelliano mescolamento di finzione e realtà.
GLI ARTISTI
Vincenzo Infantino
Incontra il teatro in numerose esperienze laboratoriali condotte da Gianfranco Pedullà nella casa circondariale di Pistoia negli anni 2010, 2014, anno di produzione dello spettacolo Bar Bellavista. Successivamente ha affrontato la sua professionalizzazione come attore in alcune importanti produzioni del Teatro popolare d'arte come Mare Mosso e Opera da quattro soldi.
Astra Lanz
Si forma presso il Teatro Due di Parma nel corso di alta specializzazione L'attore europeo tra teatro, danza e musica e presso il Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York. Recita in numerosi spettacoli teatrali tra i quali: Il gabbiano, Il Giardino dei ciliegi, Morire o no, Moravia, La locandiera con la regia di Giancarlo Nanni e Zio Vanja, regia di Valentino Orfeo. Ha lavorato come attrice e marionettista per quattro stagioni al Teatro delle Marionette di Gianni e Cosetta Colla a Milano.
Gianfranco Pedullà
Regista/drammaturgo della Compagnia Teatro popolare d'arte. Alla fine degli anni Ottanta ha rilanciato l'interesse su Gordon Craig in Italia organizzando un convegno internazionale, una mostra e uno spettacolo dal titolo UN DRAMMA PER PAZZI. Poi ha approfondito il teatro di Kantor, Pirandello, Büchner, Brecht, Jarry, Beckett. Nel 1991 ha conseguito il Dottorato con una ricerca su IL TEATRO ITALIANO NEL TEMPO DEL FASCISMO, poi pubblicata presso Il Mulino di Bologna (ottenendo il Premio I.D.I. Silvio d'Amico 1994 per la storia del teatro italiano e il Premio Diego Fabbri 1995 dell'Ente dello spettacolo). Da oltre trent'anni conduce un'intensa attività di pedagogia teatrale sia nel mondo della scuola che nelle istituzioni carcerarie. Dal 2010 dirige il Teatro delle Arti di Lastra a Signa/Firenze. Ha insegnato come docente a contratto presso il PROGEAS di Prato (Università di Firenze). Dal 2020 al 2023 ha scritto e realizzato la TRILOGIA DEL MARE presso la Casa di Reclusione dell'isola di Gorgona (Livorno), vincendo nel 2021 il Premio "Catarsi" ANCT.
Francesco Giorgi
Studia violino, pianoforte e composizione specializzandosi nel jazz e nella composizione di musica per il cinema al Conservatorio G.B. Martini di Bologna. Si è diplomato al Conservatorio di Firenze in violino e si è laureato in Etnomusicologia presso il DAMS di Bologna. Dal 2016 è direttore artistico di Montespertoli Musica e Festival Amedeo Bassi. Suona stabilmente con Fratelli Marelli e Sorelle Marinetti. È musicista/compositore stabile della Compagnia Teatro popolare d'arte.